Installazione di Zoom (applicazione di videoconferenza) su distro Debian 10 (64-bit) o derivate, come MX Linux 19.
Prerequisiti: è richiesta una registrazione gratuita sul sito Zoom.us
In alternativa possono essere usate le proprie credenziali Google o Facebook.
1. Scaricare il pacchetto DEB
https://zoom.us/download?os=linux
2. Installarlo
Da terminale:
$ sudo dpkg -i zoom_amd64.deb
Ignorare messaggi di problemi con le dipendenze
3. Installare le dipendenze mancanti
Da terminale
$ sudo apt update
$ sudo apt install -f
4. Eseguirlo
Dal menù XFCE, digitando 'zoom' nella casella di ricerca del menù
Oppure, se si preferisce, da terminale:
$ zoom
PrettyPrint
giovedì 5 marzo 2020
Debian 10/MX Linux 19 : installare Packet Tracer
AGGIORNAMENTO LUGLIO 2020
Solo per le distro Debian/Ubuntu e derivate, è possibile scaricare dal sito Cisco Netacad l'ultima versione 7.30 distribuita sotto forma di binario .deb.
L'installazione può avvenire comodamente da un tool grafico per la gestione deb oppure da riga di comando mediante il comando dpkg -i
Come per la 7.2.2, viene creato un secondo avviatore che non funziona e che può essere rimosso dal menù (a tal proposito leggere l'ultimo paragrafo di questa pagina su come fare).
L'installazione della 7.3 è stata testata su Ubuntu 20.04 LTS e Zorin OS 15.2 Lite XFCE.
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Mi riferirò all'ottima guida di VIncenzo Villa sul postinstall di Debian 10, limitatamente alla sezione che riguarda Packet Tracer.
Packet Tracer è un software di simulazione di reti, molto usato in ambito scolastico e per la preparazione all'esame della certificazione Cisco CCNA.
Pre-requisiti: richiede un account Cisco Netacad (registrazione gratuita).
La versione che si installerà è la 7.2.2
(altre versioni, potrebbero richiedere una procedura differente)
Iniziamo con lo scaricare lo script di installazione, al seguente URL:
https://www.netacad.com/portal/resources/file/25004
(viene richiesta una login con nome utente e password Netacad)
Scaricato il file, occorrerrà innanzitutto renderlo eseguibile:
$ chmod +x ./PacketTracer-7.2.2-ubuntu-setup.run
Quindi lanciarlo:
$ ./PacketTracer-7.2.2-ubuntu-setup.run
Partirà uno script di installazione con interfaccia utente grafica
Terminata l'installazione, occorrerà installare una libreria, senza la quale il programma non si avvia.
Scarichiamo il pacchetto deb (64-bit)
$ sudo wget http://ftp.us.debian.org/debian/pool/main/libp/libpng/libpng12-0_1.2.50-2+deb8u3_amd64.deb
Quindi ne estraiamo il contenuto in una sottodirectory tmp:
$ sudo dpkg -x libpng12-0_1.2.50-2+deb8u3_amd64.deb tmp
Infine copiamo il solo file che ci serve, nella cartella di Packet Tracer:
$ sudo cp tmp/lib/x86_64-linux-gnu/libpng12.so.0 /opt/pt/bin/
N.B. Si ricorda che Debian 10 non ha configurato sudo di default (a differenza di MX-Linux). Aggiungere l'utente corrente (es. 'utente') l gruppo dei sudo-ers con il comando:
# adduser utente sudo
A questo punto, lanciare il programma da terminale
$ packettracer
Oppure mediante l'avviatore richiamabile dal menù XFCE
Due avviatori, ma solo uno funziona
L'installazione crea due avviatori, ma quello funzionante ha il seguente comando:
/opt/pt/packettracer %f
L'altro avviatore può essere rimosso solo con i permessi di root, in quanto il file .desktop si trova "sotto" /usr/share:
$ sudo rm /usr/share/applications/cisco-ptsa7.desktop
Debian 10/MX Linux 19: Xerox 3225 scanner non riconosciuto, come risolvere
La Xerox WorkCentre 3225 è una macchina multifunzione A4: scanner, fax, stampante laser B/N, dotata di connettività di rete cablata 802.3 10/100Mbps e Wi-Fi 802.11b/g/n (sia modalità client che direct/AP).
Il problema che si è presentato era il seguente: anche dopo aver installato i driver Linux, scaricabili dal sito Xerox, lo scanner non veniva riconosciuto:
$ scanimage -L
No scanners were identified. If you were expecting something different, check that the scanner is plugged in, turned on and detected by the sane-find-scanner tool (if appropriate). Please read the documentation which came with this software (README, FAQ, manpages).
Una rapida occhiata su Google, prospettava una delle possibili soluzioni che ,nel mio caso, ha funzionato.
Da terminale eseguire:
$ sudo cp /usr/lib64/sane/libsane-smfp* /usr/lib/x86_64-linux-gnu/sane
N.B. se l'OS è 32-bit il path dovrebbe invece essere /usr/lib/sane/libsane-smfp
quindi lanciare di nuovo il comando per visualizzare tutti gli scanner disponibili:
$ scanimage -L
L'output ora elenca correttamente lo scanner rilevato:
device `smfp:net;192.168.1.2' is a XEROX WorkCentre 3225 on 192.168.1.2 Scanner
Il problema che si è presentato era il seguente: anche dopo aver installato i driver Linux, scaricabili dal sito Xerox, lo scanner non veniva riconosciuto:
$ scanimage -L
No scanners were identified. If you were expecting something different, check that the scanner is plugged in, turned on and detected by the sane-find-scanner tool (if appropriate). Please read the documentation which came with this software (README, FAQ, manpages).
Una rapida occhiata su Google, prospettava una delle possibili soluzioni che ,nel mio caso, ha funzionato.
Da terminale eseguire:
$ sudo cp /usr/lib64/sane/libsane-smfp* /usr/lib/x86_64-linux-gnu/sane
N.B. se l'OS è 32-bit il path dovrebbe invece essere /usr/lib/sane/libsane-smfp
quindi lanciare di nuovo il comando per visualizzare tutti gli scanner disponibili:
$ scanimage -L
L'output ora elenca correttamente lo scanner rilevato:
device `smfp:net;192.168.1.2' is a XEROX WorkCentre 3225 on 192.168.1.2 Scanner
Debian / MX Linux XFCE : nomi icone non abbreviati e icone meno distanziate
Aggiornamento: 11-Agosto-2020
La prima cosa che avevo notato del desktop XFCE di MX Linux era l'abbreviazione dei nomi delle icone sul desktop.
Questa impostazione mi dava alquanto fastidio, ma fortunatamente
esiste un'apposita voce di MX Tweaks (aka RIfiniture) che consente di disabilitare l'accorciamento dei nomi lunghi:

Purtroppo, successivamente a questa modifica, i nomi non vengono più abbreviati ma si presenta un nuovo problema "cosmetico"...e cioè l'eccessivo
padding/spacing fra icone, per il quale, invece, non è previsto nessun
tweak user-friendly
Dopo una rapida consultazione di Google, scopro che il problema può essere aggirato cambiando alcune proprieta di un CSS della configurazione GTK.
Dal terminale:
$ nano ~/.config/gtk-3.0/gtk.css
Modificare il file aggiustando i valori di cellpadding/spacing a 0
e reducendo la proporzione della larghezza a un valore compreso fra 2.2 (distanza minore) e 2,75 (distanza maggiore)
da trovare sperimentalmente; nel mio caso, ho trovato il valore 3.0
/*set custom gtk3/css code below */
XfdesktopIconView.view {
-XfdesktopIconView-label-alpha:0;
-XfdesktopIconView-selected-label-alpha:0;
-XfdesktopIconView-ellipsize-icon-labels:0;
-XfdesktopIconView-tooltip-size:128;
-XfdesktopIconView-cell-spacing:0;
-XfdesktopIconView-cell-padding:0;
-XfdesktopIconView-cell-text-width-proportion: 3.0;
}
N.B. occorre uscire da Xfce affinché le modifiche apportate abbiano effetto
Si consiglia quindi di riordinare le icone sul desktop. Ecco il risultato finale:
martedì 25 febbraio 2020
Linux (Debian) : estrarre file icona da un .exe
Dopo aver installato su Debian, con Wine, il software windows Electronics Workbench 5, (un simulatore CAE "abandoned", era Windows 3.1....ma ancora validissimo per scopi educativi)....mi serviva un'icona da associare all'avviatore sul desktop XFCE.
L'icona può essere estratta dallo stesso file eseguibile windows (nel mio caso, WEWB32.EXE).
Procedimento
Da una shell di root (o se preferite, sudo) eseguire:
#apt install icoutils
portarsi nella cartella in cui è contenuto il file exe del programma, es:
$ cd /home/francesco/.wine/drive_c/EWB512
quindi lanciare il comando:
$ wrestool -x --output=. -t14 ./WEWB32.EXE
l'elenco dei soli file con estensione ico ci darà il nome dei file estratti.
$ ls *.ico
Nel mio caso il file .ico è:
WEWB32.EXE_14_1_0.ico
Dalla proprietà dell'avviatore, selezionato il suddetto file .ICO come icona ecco il risultato....
domenica 19 gennaio 2020
Ubuntu/Debian creare facilmente un hotspot sul proprio laptop/Raspberry
Dopo aver installato Ubuntu sul mio netbook 10" la prima cosa che mi è venuta in mente è stata quella di metterci su un hotspot "free access" per condividere file di lavoro, durante presentazioni Una sorta di "pirate box"....
Il procedimento va bene, ovviamente, per ogni distro Ubuntu based/like: parliamo dunque di Raspbian oppure di Debian, in quest'ultimo caso, ovviamente, usando "su -c" al posto di sudo
Il pacchetto che trasforma un computer con scheda di rete wireless in hotspot è "hostapd"; ma chi lo rende facile da configurare è "create_ap". Di seguito i passi da seguire:
1) INSTALLAZIONE HOSTAPD
Occorre git (nel caso non fosse già installato) e dnsmasq che farà da demone DHCP per i client che si collegheranno all'hot-spot:
sudo apt-get install git hostapd dnsmasq
2) INSTALLAZIONE CREATE_AP
cd
git clone https://github.com/oblique/create_ap
cd create_ap
sudo make install
3) TEST DEL L'INSTALLLAZIONE
Occorrerrà innanzitutto individuare il nome dell'interfaccia di rete wireless sulla quale verrà "acceso" l'hotspot. Il comando da lanciare è:
Molto probabilmente l''interfaccia di rete wireless ha nome; wlan0.
Con il comando:
sudo create_ap wlan0 MYHOTSPOT
"accendiamo " su wlan0 un hotspot aperto con SSID "MYHOTSPOT", senza password
Invece con il comando:
sudo create_ap wlan0 MYHOTSPOT 12345678
"accendiamo" un hotspot con SSID 'MYHOTSPOT' e password '12345678' , crittografia WPA2, sull'interfaccia wlan0.
Per spegnerlo basterà un Ctrl-C
Per fare in modo che create_ap si avvii in automatico all'avvio (sconsigliato ovviamente nel caso del laptop, ma consigliato nel caso il Raspberry faccia solo questo) e configurarlo come servizio:
sudo systemctl enable create_ap.service
in questo caso vari parametri vanno editati nel file di configurazione /etc/create_ap.conf
sudo nano /etc/create_ap.conf
in cui i parametri principali da modificare sono:
CHANNEL=6
WIFI_IFACE=wlan0
INTERNET_IFACE=eth0
SSID=MYHOTSPOT
PASSPHRASE=12345678
quindi è possibile modificare anche il canale wireless al fine di evitare interferenze con altre emissioni vicine. La INTERNET_IFACE invece è il nome dell'interfaccia collegata a internet; nel caso di Raspberry potrebbe essere la ethernet eth0 collegata al modem router casalingo.
CREDITI
https://github.com/oblique/create_ap
Il procedimento va bene, ovviamente, per ogni distro Ubuntu based/like: parliamo dunque di Raspbian oppure di Debian, in quest'ultimo caso, ovviamente, usando "su -c" al posto di sudo
Il pacchetto che trasforma un computer con scheda di rete wireless in hotspot è "hostapd"; ma chi lo rende facile da configurare è "create_ap". Di seguito i passi da seguire:
1) INSTALLAZIONE HOSTAPD
Occorre git (nel caso non fosse già installato) e dnsmasq che farà da demone DHCP per i client che si collegheranno all'hot-spot:
sudo apt-get install git hostapd dnsmasq
2) INSTALLAZIONE CREATE_AP
cd
git clone https://github.com/oblique/create_ap
cd create_ap
sudo make install
3) TEST DEL L'INSTALLLAZIONE
Occorrerrà innanzitutto individuare il nome dell'interfaccia di rete wireless sulla quale verrà "acceso" l'hotspot. Il comando da lanciare è:
Molto probabilmente l''interfaccia di rete wireless ha nome; wlan0.
Con il comando:
sudo create_ap wlan0 MYHOTSPOT
"accendiamo " su wlan0 un hotspot aperto con SSID "MYHOTSPOT", senza password
Invece con il comando:
sudo create_ap wlan0 MYHOTSPOT 12345678
"accendiamo" un hotspot con SSID 'MYHOTSPOT' e password '12345678' , crittografia WPA2, sull'interfaccia wlan0.
Per spegnerlo basterà un Ctrl-C
Per fare in modo che create_ap si avvii in automatico all'avvio (sconsigliato ovviamente nel caso del laptop, ma consigliato nel caso il Raspberry faccia solo questo) e configurarlo come servizio:
sudo systemctl enable create_ap.service
in questo caso vari parametri vanno editati nel file di configurazione /etc/create_ap.conf
sudo nano /etc/create_ap.conf
in cui i parametri principali da modificare sono:
CHANNEL=6
WIFI_IFACE=wlan0
INTERNET_IFACE=eth0
SSID=MYHOTSPOT
PASSPHRASE=12345678
quindi è possibile modificare anche il canale wireless al fine di evitare interferenze con altre emissioni vicine. La INTERNET_IFACE invece è il nome dell'interfaccia collegata a internet; nel caso di Raspberry potrebbe essere la ethernet eth0 collegata al modem router casalingo.
CREDITI
https://github.com/oblique/create_ap
Installare Nodered e johnny-five su Ubuntu/Raspbian
1) INSTALLAZIONE DI NODE.JS
Dalla pagina di installazione di Nodered si legge:
We recommend the use of node.js LTS 6.x or 6.x . Node-RED no longer supports node.js 0.10.x or 0.12.x.
Node.js 7.x is under active development and is not recommended for a stable base
Raspbian, così come Ubuntu, installano di default, dal proprio repository Node.js 0,1, che quindi non va bene per Nodered.
Occorre installare una versione stabile (attualmente la 6) mentre la 7 è attualmente versione di sviluppo
Per Raspberry Pi V1 l'unica versione installabile è la 4 (l'unica supportata dalla CPU). Per hardware successivi ,così come un PC con Ubuntu, invece, dovrebbe andare bene la 7:
#STEP 1
Rimuovere ogni eventuale installazione precedente di nodejs e npm (il package manager di javascript):
sudo apt-get purge nodejs npm
#STEP 2
Per il Raspberry Pi, l'installazione cambia a seconda della versione ossia della CPU se ARMv61 per il Pi1, oppure ARMv7 e v8, per le versioni 2 e 3. Per conoscere la CPU del proprio Pi, lanciare il seguente comando:
cat /proc/cpuinfo | grep model
Nel caso del Rpi 1, si avrà:
model name : ARMv6-compatible processor rev 7 (v6l)
* Raspberry Pi 1 (ARM v61)
Scaricare la versione LTS (attualmente 8.9.3)
wget https://nodejs.org/dist/latest-v8.x/node-v8.9.3-linux-armv6l.tar.gz
cd
tar zxvf node-v8.9.3-linux-armv6l.tar.xz
Copiare, quindi, la directory in /usr/local:
cd node-v6.10.2-linux-armv6l
sudo cp -R bin/ /usr/local/
sudo cp -R include /usr/local/
sudo cp -R lib/ /usr/local/
sudo cp -R share/ /usr/local
* Raspberry Pi2(ARM v7), Pi3 (ARM v8), PC, laptop:
curl -sL https://deb.nodesource.com/setup_6.x | sudo -E bash -
Installare nodejs (aggiungere curl nel caso che questo non sia già installato):.
sudo apt install -y curl nodejs
#STEP 3
Per tutti i casi, verificare le versioni installate con:
node -v
npm -v
npm -v
2) INSTALLAZIONE DI NODERED
Completata l'installazione di Node.js si passa all'installazione di Nodered tramite npm:
sudo npm install -g --unsafe-perm node-red
N.B. L'installazione potrebbe durare diversi minuti. Non chiudere la finestra del terminale fino al termine della procedura (barra al 100%)
Terminata l'installazione è così possibile eseguire node--red:
node-red
Con un qualsiasi browser aprendo l'indirizzo:
http://RPI_IP:1880
3) AGGIUNTA DI JOHNNY-FIVE A NODE-RED
cd .node-redsudo npm i node-red-contrib-gpio
CREDITI
https://nodejs.org/en/download/package-manager/#debian-and-ubuntu-based-linux-distributions
http://raspberrypi.stackexchange.com/questions/48303/install-nodejs-for-all-raspberry-pi
http://nodered.org/docs/getting-started/installation
http://raspberrypi.stackexchange.com/questions/48303/install-nodejs-for-all-raspberry-pi
http://nodered.org/docs/getting-started/installation
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